What I'm listening to

Thursday, February 19, 2009

"I came to this world with nothing and I leave with nothing but love. Everything else is just borrowed". (The Streets)

Stasera finalmente sono ispirata a sufficienza per ricominciare a scrivere il mio amato blog. E sono risoluta a ricominciare ad aggiornarlo con regolarita'. Rispetto all'anno scorso, sono forse meno esaltata rispetto a tutto quello che faccio qui, ma decisamente vivo tante esperienze di cui non voglio dimenticarmi.

Da quando siamo ritornati in California dopo Natale, ho avuto la sensazione di non avere degli obiettivi chiari per quest'anno e questo a volte mi crea una sensazione strana di irrequietezza. Come se non avere un esame da preparare, un lavoro da trovare o un ragazzo dall'altra parte del mondo da rivedere mi faccia sentire annoiata. A questo si e' aggiunta la stranezza di cambiare casa (a gennaio) e di sentirmi spaesata in un appartamento ancora mezzo vuoto e in un vicinato completamente diverso.

Non tento nemmeno di riassumere le cose piu' o meno interessanti che ho fatto nell'ultimo mese, ma cerco di pensare a cosa vorrei fare nei prossimi mesi (cadendo, mi rendo conto, nella banalita' di elencare i "propositi per il nuovo anno"... a cui a quanto pare non riesco a sottrarmi).

* Visitare la East Coast - almeno una volta, cominciando da Boston o New York
* Iscrivermi ad un corso di Inglese avanzato - nell'illusione che sia possibile correggere il mio pronunciato accento italiano che mi fa sorridere quando dico (non scherzo) DUE parole in inglese e mi viene immediatamente chiesto "where are you from?"
* Pensare seriamente alla mia "carriera" - mi suona terribilmente ridicola questa frase, ma quello che intendo esprimere e' che il mio lavoro attuale mi piace ma comincio a sentire che un filo di noia si insinua qua e la (premesso che sono fortunata ad averlo un lavoro, vista la situazione di tanti che conosco)

Per ora mi concentro su obiettivi piu' a breve a termine (comprare un divano e svuotare gli scatoloni ancora in salotto e appendere i quadri) mentre sorrido con soddisfazione riflettendo sul fatto che, in fondo, tantissime cose che mi sono capitate l'anno scorso non erano affatte programmate. Ma non per questo sono state meno straordinarie. Mi chiedo se sia stata soltanto casualita'...

Wednesday, October 15, 2008

Ocean & Fashion

Ho aggiunto le foto che domenica abbiamo scattato a Point Reyes, un posto favoloso con un sentiero che costeggia l'oceano. E' ormai evidente da qualche giorno che ottobre è il mese più bello in questo angolo di mondo... il cielo era terso e non tirava un filo di vento. Ci siamo dati all'hiking ultimamente, e devo dire che mi piace molto. Peccato che stiamo cercando casa e quindi nelle prossime settimane non avremo molto tempo di andare a spassarcela la domenica.

La scorsa settimana invece mi sono divertita a fare la modella per una sera, ad un evento di beneficienza. La cosa era piuttosto seria, con parrucchieri e truccatori professionisti, fotografi e tanto di passerella. Eravamo 32 ragazze e ognuna indossava un abito di un designer locale. Mi sono divertita un sacco, anche se confesso che avevo una fifa terribile.

Si respira aria di Halloween ormai da settimane, ci sono addobbi e campi di zucche ovunque. Adoro questa festa e quest'anno abbiamo deciso di mascherarci tutti, anche se ancora stiamo cercando una festa che ci metta tutti d'accordo.

Wednesday, October 1, 2008

Carmen and Pinnacles

Come risulta chiaramente dalla distanza tra l'ultimo post e oggi, sono ufficialmente entrata nel mondo dei lavoratori. Recentemente ho però fatto un paio di cose che vorrei raccontare.

La scorsa settimana siamo andati al concerto di Carmen Consoli a North Beach - San Francisco. Come ho scoperto il giorno successivo leggendo il Corriere online, la Consoli sta facendo un tour negli USA e San Francisco è stata una delle prime tappe. Non ero molto convinta di andare a sentirla, visto che non l'ho sempre apprezzata, ma mi sono lasciata convincere da Aldo e dalla curiosità di assistere all'esebizione di una cantautrice italiana presso il quartiere italiano di San Francisco. E devo ammettere che sono stata stupita dal talento, dalla voce e dall'esibizione in generale. Il locale era molto intimo e non troppo grande, e Carmen mi ha emozionata con le sue canzoni in italiano e siciliano accompagnate soltanto dalla sua chitarra.

Domenica invece mi sono lasciata convincere da alcuni amici ad andare a fare hiking al Pinnacles National Monument, uno dei tanti parchi qui intorno. Premesso che avevo da tempo una voglia matta di andare a fare una passeggiata in montagna, sono finita quasi per caso in uno dei posti più belli che abbia mai visto. Miglia e miglia di silenzio, nessun segno di vita umana in vista e un paesaggio diverso dietro ogni curva. Le mie gambe hanno risentito - ehm.. ancora risentono - delle 8 miglia percorse senza allenamento in 5 ore, ma decisamente ne è valsa la pena. Il momento forse più degno di nota sono stati i 15 minuti in cui abbiamo attraversato una caverna completamente buia con due torce appena degne di essere chiamate tali... non solo vedevamo appena, ma ci siamo anche dovuti praticamente arrampicare. Gran risate :)

Sunday, August 24, 2008

Sunday afternoon

Dopo avere raccontato del Giappone, è difficile avere qualcosa di altrettanto interessante su cui scrivere... A proposito, finalmente le foto sono pronte!
E' domenica pomeriggio, c'è un bellissimo sole, ma sono a casa a fare un sacco di cose noiose che ho deciso che prima o poi avrei dovuto fare. E ho anche mal di gola, grazie alla fantastica escursione termica San Francisco - San Jose.
Il lavoro è ricominciato a pieno ritmo, noioso i primi giorni ma decisamente più impegnativo adesso. Dopo un mese di vacanza, pensavo che non sarei più riuscita a riabituarmi all'idea di trascorrere le giornate davanti ad un computer, ed invece piano piano... ogni tanto ripeto tra me e me che - tutto sommato - sono a San Francisco. Se penso che un anno fa sono arrivata a cercare fortuna, e adesso ho un lavoro, non mi sembra vero! Questo d'altra parte mi crea delle insicurezze enormi. A volte per delle cose da nulla ho paura di perdere il lavoro, di non essere all'altezza. Di fatto, faccio esattamente le cose che facevo prima, ma con più responsabilità. Tra "sole" due settimane torna Aldo, sono sicura che averlo qui mi farà stare più tranquilla.
In ufficio ho già detto che per Natale voglio tornare in Italia, ora si tratta solo di organizzare. Oh, dimenticavo! Oggi mi sono procurata i biglietti per il concerto di Elisa, che si esibisce a San Francisco a novembre... non vedo l'ora!

Sunday, August 10, 2008

Back to California

Poche ore fa sono atterrata a San Francisco, per metà stordita dalle 16 ore di fuso orario e per metà malinconica come sempre alla fine di un viaggio. E domani ricomincio il lavoro, che mi sembra di avere lasciato da mesi.
Prima di partire non avevo la minima idea di cosa aspettarmi, e invece mi sono trovata persino a chiedermi come sarebbe vivere in Giappone. In fondo, non è troppo diverso dall'Italia, è un paese con tradizioni radicate, storia, cibo sano, spazi piccoli; un paese dove le stagioni esistono ancora e i giovani non lasciano la famiglia finchè si sposano; un paese dove si può fare il bagno in spiaggia senza congelare e dove si fuma ancora nei locali. Il grande ostacolo per noi occidentali è la lingua; così diversa e incomprensibile, è un affascinante mix di caratteri cinesi e alfabeto giapponese. E nonostante tutti comprendano la domanda "Do you speak English?", la risposta è spesso "No".
Il bello di viaggiare è anche fare incontri inaspettati. Giovedi, dalle parti di Kamakura, a sud di Tokyo, ho notato una ragazza giapponese che in treno studiava l'inglese e le ho chiesto un'informazione. Incredibilmente, il giorno successivo mi ha riconosciuta e salutata alla stazione centrale di Tokyo, in un'ora di punta di una città che ha 12 milioni di abitanti e altrettanti pendolari che vi si recano ogni giorno. Si chiama Mika, è dolcissima e dimostra 10 anni in meno di quelli che ha, come tutte le donne giapponesi (che tra l'altro pare siano le più longeve al mondo, 86 anni di vita media).
Se a San Francisco è facile scoprire che il Mondo è piccolo, non avrei mai creduto di potere dire la stessa cosa di Tokyo.
Vorrei raccontare di Kamakura, la ex capitale del Giappone, che pullula di templi buddisti e shintoisti, che (a differenza di Tokyo) è rimasta intatta durante la guerra, dove si respira odore di incenso e il canto delle cicale è assordante, dove un signore 80enne che tirava con l'arco per esercitare la mente alla concentrazione mi ha chiesto in perfetto inglese di sedermi e rimanere a guardare.
Vorrei raccontare di Tokyo, dover il palazzo dell'Imperatore apre le porte al pubblico solo due giorni all'anno, dove milioni di persone camminano ogni giorno su strade pulitissime, dove ci sono quartieri famosi perchè i teenager si travestono da cartoni animati, dove ho scattato una foto insieme a due novelli sposi in abiti tradizionali giapponesi nel tempio buddista più antico della città.
E poi ancora le ragazze per la strada in kimono, i dolci tipici con la pasta di riso e i fagioli (!), la smania dei giapponesi di parlare con gli stranieri, il monte Fuji di cui ho appena visto la cima.
Attendo con ansia i racconti di Aldo, che rimane in Giappone un altro mese.

Saturday, August 9, 2008

Arigato gozaimas

Domani purtroppo lascio questo bellissimo Paese. Averlo appena visto e non potere rimanere più a lungo è una sofferenza, ma sono comunque felicissima di avere avuto la possibilità di venirci. Ci sono tante cose che vorrei raccontare, episodi, luoghi, persone... Avrò modo di dilungarmi nei prossimi giorni.

Monday, August 4, 2008

Impressions from Japan

Ieri pomeriggio sono atterrata all'aeroporto di Narita, Tokyo, dove Aldo è venuto a prendermi per portarmi nel suo deliziosamente piccolo appartamento a Fujisawa.
Le prime impressioni che ho avuto sono per ora limitate al nostro viaggio in treno e ad un giretto che ho fatto oggi qui intorno. Il clima è terribile: caldo umido, umidissimo. Sembra di essere dentro una serra, infatti gli accessori più venduti sono fazzoletti per asciugarsi il viso, ventagli e ombrelli (che le donne usano sempre, anche se non piove).
Le persone sono estremamente gentili, soprattutto le donne. Si inchinano per salutare e ringraziare, e si sforzano intensamente di comunicare con i pochi che, come noi, non parlano giapponese (immagino che a Tokyo si veda qualche viso non asiatico, ma qui abbiamo la sensazione di essere mosche bianche). Poche ore fa tentavo di comunicare con una commessa per comprare un cuscino. Non parlando una parola di inglese, è andata a cercare qualcuno che lo parlasse, ed è tornata con altre due commesse che sapevano qualche parola. In tre, a parole e a gesti, sono riuscite ad aiutarmi come potevano, mentre tutte ridevamo per la comicità della situazione.
La mia prima cena a base di sashimi, ieri sera, non è stata troppo positiva, ma prevedo di fare indigestione di sushi & co. nei prossimi giorni (stamattina invece non ho resistito alla tentazione di fare colazione da Starbucks...).
Stamattina mi sono avventurata in un paio di centri commerciali. La moda non è troppo diversa da quella americana, ma con un gusto migliore (sembra che Tokyo, in particolare, sia simile a Milano per la passione per la moda).
Nei prossimi giorni vorrei avventurarmi a Tokyo e in un paio di altri posti. Non ho moltissimi giorni, ma li sfrutterò meglio che posso.