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Purtroppo i periodi più intensi di avvenimenti sono anche quelli in cui è più complicato trovare il tempo di scrivere... Tento di rimediare con un breve riassunto delle puntate precedenti. Rimando alla visione delle foto per cogliere sfumature e dettagli.
Tutto è cominciato circa due settimane fa, un giono prima che arrivassero i nostri "turisti per caso" dall'Italia: Marco (Radice - ciao Marco, lo so che stai leggendo) e Giò (Cantante, detto The Voice - ci teniamo al soprannome esotico).
Ho assistito ad una giornata dedicata alle Women in Business all'Università di Santa Clara. Inutile tentare di ricostruire i fatti, voglio solo ricordarmi di avere conosciuto persone interessanti e di avere portato via alcune idee importanti. L'umiltà delle persone di successo, il valore dello sbaglio come mezzo per imparare, l'interesse nell'apprendimento e nel rimettersi in gioco delle donne ad ogni età.
Veniamo ai nostri turisti. Ometto le mete visitate (tra le quali non siamo riusciti ad eleggere la più apprezzata), gli hamburger mangiati (a fini soprattutto scientifici), etc.
Citerei invece la chitarra di Aldo che - finalmente - è stata suonata, e non soltanto sporadicamente, la bella gita da Alice's in mezzo ai monti (non svelerò a mangiare cosa) in una delle poche giornate che abbiamo trascorso completamente insieme, e poi verso Half Moon Bay previo stop in una magnifica spiaggia di kite surfers, e seguita da una serata ballerina nella Mission a San Francisco.
Una volta accompagnato Giò all'aeroporto dopo la prima settimana, ne è cominciata un'altra mono-turista, meno intensa (almeno fino a venerdi) ma altrettanto interessante. La chitarra è rimasta una costante, no need to say. Prima di introdurre il weekend a Las Vegas, vorrei anche velocemente ricordare Blogtropol.us, il lounge per bloggers organizzato dalla mia azienda alla Web 2.0 Expo a San Francisco. Ci ha tenuto parecchio impegnati, ma sono stati dei giorni estremamente intensi di socializzazione con estranei e colleghi.
Las Vegas here we come! Aldo, Marco e Veronica partirono venerdi mattina in auto (ebbene si, 8 ore di viaggio), attraversarono la California perlopiù attraverso strade deserte e giunsero nel pomeriggio in Nevada, dove nel mezzo del nulla sorge la città del divertimento per eccellenza. Alloggiarono al Venetian, un albergo immenso completamente ispirato a Venezia... con tanto di canale dentro e fuori l'albergo percorso da gondole guidate da gondolieri che trasportano i turisti, facciate di case veneziane riprodotte dentro e fuori, campanile di San Marco come simbolo esterno dell'albergo, piazza San Marco ricostruita con negozi di lusso e ristoranti e incredibile cielo finto illuminato a giorno. Immancabili, molteplici piscine sul tetto e un casinò al piano terra. Un annedoto per tutti: appena arrivati nella suite, ci sono voluti più di 20 minuti per capire come alzare le tende. Veronica inesperta le alza manualmente, fino a che Marco ha l'illuminazione: impugna un telecomando apparentemente appartenente ad uno dei due schermi LCD che ci sono in camera, preme un pulsante e come per magia le tende si alzano e ci compare la vista dal 28esimo piano dell'albergo.
Dove eravamo rimasti? Alle 5 del pomeriggio. Dopo un tour dell'albergo, seguito da happy hour con margaritas e cena fast food (a base di...?) e dalla prima di molte (ma ben ponderate) puntate alla roulette, usiamo tutte le forze rimaste per fare la doccia e lanciarci nella vita notturna di Las Vegas. Dopo avere visitato il Caesars Palace e il Bellagio, ci appaiono subito chiare due cose: l'Italia è chiaramente adorata negli USA, gli alberghi a Las Vegas non sono stanze in cui dormire ma attrazioni per stupire (e spillare soldi coi casinò), come confermato dall'hotel Paris con la sua torre Eiffel gigante, il Luxor con la piramide e la sfinge e l'Exalibur con la ricostrizione del castello stile Disneyland. Per menzionarne alcuni. Ci fermiamo quindi a sentire una rock band che suona live all'aperto e poi entriamo in una discoteca rock (dove più tardi io e Marco torniamo dopo avere messo il piccolo Aldo a letto).
Il giorno seguente dopo la colazione Veronica nota una mostra nell'albergo dall'accattivante titolo "Modern Masters", dove sono esposti tra gli altri capolavori di Monet, Manet, Picasso, Cezanne provenienti dal Guggenheim e dall'Hermitage. Quando Veronica si accorge che la mostra è gratis, i poveri Aldo e Marco non hanno scampo! Segue una passeggiata in centro Las Vegas, e visita ad un altro albergo. Veronica sfinita decide a questo punto di tornare in albergo e darsi all'ozio più completo in una piscina affollatissima di ragazzi ubriachi e ragazze con più silicone che sangue in corpo (ubriache anche loro... un mix formidabile). I ragazzi, nel desiderio di bilanciare la troppa cultura assorbita nei 15 minuti trascorsi alla mostra, vanno alla ricerca di strip club (peraltro non difficili da trovare a Las Vegas). Tornano dopo un'ora sconfitti dal caldo e dalla stanchezza e si fanno tentare dalla piscina alta 30 cm con sdraio in acqua (come biasimarli?).
Alle 8, tutti in macchina e si riparte per una fantastica guidata notturna nel deserto.
Ho menzionato dove sono hanno trascorso la loro ultima ora a Las Vegas i malandrini mentre Veronica (che non smaniava dalla voglia di bilanciare i 30 minuti di cultura) dormiva in auto? Fatevelo raccontare da loro...
PS: auguri Aldo per i tuoi 30 anni!