What I'm listening to

Sunday, August 24, 2008

Sunday afternoon

Dopo avere raccontato del Giappone, è difficile avere qualcosa di altrettanto interessante su cui scrivere... A proposito, finalmente le foto sono pronte!
E' domenica pomeriggio, c'è un bellissimo sole, ma sono a casa a fare un sacco di cose noiose che ho deciso che prima o poi avrei dovuto fare. E ho anche mal di gola, grazie alla fantastica escursione termica San Francisco - San Jose.
Il lavoro è ricominciato a pieno ritmo, noioso i primi giorni ma decisamente più impegnativo adesso. Dopo un mese di vacanza, pensavo che non sarei più riuscita a riabituarmi all'idea di trascorrere le giornate davanti ad un computer, ed invece piano piano... ogni tanto ripeto tra me e me che - tutto sommato - sono a San Francisco. Se penso che un anno fa sono arrivata a cercare fortuna, e adesso ho un lavoro, non mi sembra vero! Questo d'altra parte mi crea delle insicurezze enormi. A volte per delle cose da nulla ho paura di perdere il lavoro, di non essere all'altezza. Di fatto, faccio esattamente le cose che facevo prima, ma con più responsabilità. Tra "sole" due settimane torna Aldo, sono sicura che averlo qui mi farà stare più tranquilla.
In ufficio ho già detto che per Natale voglio tornare in Italia, ora si tratta solo di organizzare. Oh, dimenticavo! Oggi mi sono procurata i biglietti per il concerto di Elisa, che si esibisce a San Francisco a novembre... non vedo l'ora!

Sunday, August 10, 2008

Back to California

Poche ore fa sono atterrata a San Francisco, per metà stordita dalle 16 ore di fuso orario e per metà malinconica come sempre alla fine di un viaggio. E domani ricomincio il lavoro, che mi sembra di avere lasciato da mesi.
Prima di partire non avevo la minima idea di cosa aspettarmi, e invece mi sono trovata persino a chiedermi come sarebbe vivere in Giappone. In fondo, non è troppo diverso dall'Italia, è un paese con tradizioni radicate, storia, cibo sano, spazi piccoli; un paese dove le stagioni esistono ancora e i giovani non lasciano la famiglia finchè si sposano; un paese dove si può fare il bagno in spiaggia senza congelare e dove si fuma ancora nei locali. Il grande ostacolo per noi occidentali è la lingua; così diversa e incomprensibile, è un affascinante mix di caratteri cinesi e alfabeto giapponese. E nonostante tutti comprendano la domanda "Do you speak English?", la risposta è spesso "No".
Il bello di viaggiare è anche fare incontri inaspettati. Giovedi, dalle parti di Kamakura, a sud di Tokyo, ho notato una ragazza giapponese che in treno studiava l'inglese e le ho chiesto un'informazione. Incredibilmente, il giorno successivo mi ha riconosciuta e salutata alla stazione centrale di Tokyo, in un'ora di punta di una città che ha 12 milioni di abitanti e altrettanti pendolari che vi si recano ogni giorno. Si chiama Mika, è dolcissima e dimostra 10 anni in meno di quelli che ha, come tutte le donne giapponesi (che tra l'altro pare siano le più longeve al mondo, 86 anni di vita media).
Se a San Francisco è facile scoprire che il Mondo è piccolo, non avrei mai creduto di potere dire la stessa cosa di Tokyo.
Vorrei raccontare di Kamakura, la ex capitale del Giappone, che pullula di templi buddisti e shintoisti, che (a differenza di Tokyo) è rimasta intatta durante la guerra, dove si respira odore di incenso e il canto delle cicale è assordante, dove un signore 80enne che tirava con l'arco per esercitare la mente alla concentrazione mi ha chiesto in perfetto inglese di sedermi e rimanere a guardare.
Vorrei raccontare di Tokyo, dover il palazzo dell'Imperatore apre le porte al pubblico solo due giorni all'anno, dove milioni di persone camminano ogni giorno su strade pulitissime, dove ci sono quartieri famosi perchè i teenager si travestono da cartoni animati, dove ho scattato una foto insieme a due novelli sposi in abiti tradizionali giapponesi nel tempio buddista più antico della città.
E poi ancora le ragazze per la strada in kimono, i dolci tipici con la pasta di riso e i fagioli (!), la smania dei giapponesi di parlare con gli stranieri, il monte Fuji di cui ho appena visto la cima.
Attendo con ansia i racconti di Aldo, che rimane in Giappone un altro mese.

Saturday, August 9, 2008

Arigato gozaimas

Domani purtroppo lascio questo bellissimo Paese. Averlo appena visto e non potere rimanere più a lungo è una sofferenza, ma sono comunque felicissima di avere avuto la possibilità di venirci. Ci sono tante cose che vorrei raccontare, episodi, luoghi, persone... Avrò modo di dilungarmi nei prossimi giorni.

Monday, August 4, 2008

Impressions from Japan

Ieri pomeriggio sono atterrata all'aeroporto di Narita, Tokyo, dove Aldo è venuto a prendermi per portarmi nel suo deliziosamente piccolo appartamento a Fujisawa.
Le prime impressioni che ho avuto sono per ora limitate al nostro viaggio in treno e ad un giretto che ho fatto oggi qui intorno. Il clima è terribile: caldo umido, umidissimo. Sembra di essere dentro una serra, infatti gli accessori più venduti sono fazzoletti per asciugarsi il viso, ventagli e ombrelli (che le donne usano sempre, anche se non piove).
Le persone sono estremamente gentili, soprattutto le donne. Si inchinano per salutare e ringraziare, e si sforzano intensamente di comunicare con i pochi che, come noi, non parlano giapponese (immagino che a Tokyo si veda qualche viso non asiatico, ma qui abbiamo la sensazione di essere mosche bianche). Poche ore fa tentavo di comunicare con una commessa per comprare un cuscino. Non parlando una parola di inglese, è andata a cercare qualcuno che lo parlasse, ed è tornata con altre due commesse che sapevano qualche parola. In tre, a parole e a gesti, sono riuscite ad aiutarmi come potevano, mentre tutte ridevamo per la comicità della situazione.
La mia prima cena a base di sashimi, ieri sera, non è stata troppo positiva, ma prevedo di fare indigestione di sushi & co. nei prossimi giorni (stamattina invece non ho resistito alla tentazione di fare colazione da Starbucks...).
Stamattina mi sono avventurata in un paio di centri commerciali. La moda non è troppo diversa da quella americana, ma con un gusto migliore (sembra che Tokyo, in particolare, sia simile a Milano per la passione per la moda).
Nei prossimi giorni vorrei avventurarmi a Tokyo e in un paio di altri posti. Non ho moltissimi giorni, ma li sfrutterò meglio che posso.