Ieri pomeriggio sono atterrata all'aeroporto di Narita, Tokyo, dove Aldo è venuto a prendermi per portarmi nel suo deliziosamente piccolo appartamento a Fujisawa. Le prime impressioni che ho avuto sono per ora limitate al nostro viaggio in treno e ad un giretto che ho fatto oggi qui intorno. Il clima è terribile: caldo umido, umidissimo. Sembra di essere dentro una serra, infatti gli accessori più venduti sono fazzoletti per asciugarsi il viso, ventagli e ombrelli (che le donne usano sempre, anche se non piove).
Le persone sono estremamente gentili, soprattutto le donne. Si inchinano per salutare e ringraziare, e si sforzano intensamente di comunicare con i pochi che, come noi, non parlano giapponese (immagino che a Tokyo si veda qualche viso non asiatico, ma qui abbiamo la sensazione di essere mosche bianche). Poche ore fa tentavo di comunicare con una commessa per comprare un cuscino. Non parlando una parola di inglese, è andata a cercare qualcuno che lo parlasse, ed è tornata con altre due commesse che sapevano qualche parola. In tre, a parole e a gesti, sono riuscite ad aiutarmi come potevano, mentre tutte ridevamo per la comicità della situazione.
La mia prima cena a base di sashimi, ieri sera, non è stata troppo positiva, ma prevedo di fare indigestione di sushi & co. nei prossimi giorni (stamattina invece non ho resistito alla tentazione di fare colazione da Starbucks...).
Stamattina mi sono avventurata in un paio di centri commerciali. La moda non è troppo diversa da quella americana, ma con un gusto migliore (sembra che Tokyo, in particolare, sia simile a Milano per la passione per la moda).
Nei prossimi giorni vorrei avventurarmi a Tokyo e in un paio di altri posti. Non ho moltissimi giorni, ma li sfrutterò meglio che posso.
1 comment:
I own shares of Starbucks stock so you should drink more :-D
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